Negli ultimi anni sempre più persone sentono parlare di EMDR, soprattutto in relazione al trattamento dei traumi psicologici. Non sempre però è chiaro di cosa si tratti e in quali situazioni possa essere utile.

L’EMDR è un approccio psicoterapeutico utilizzato per aiutare le persone a elaborare esperienze emotivamente difficili che continuano a influenzare il presente.

Quando le esperienze rimangono “bloccate”

Nel corso della vita tutti viviamo situazioni più o meno stressanti. Nella maggior parte dei casi il nostro cervello riesce a elaborarle naturalmente: con il tempo diventano ricordi del passato che non interferiscono più con il presente.

A volte, però, alcune esperienze rimangono emotivamente “bloccate”.

Può accadere quando un evento è stato particolarmente intenso o quando in quel momento non avevamo le risorse emotive per affrontarlo. In queste situazioni la memoria di ciò che è accaduto può rimanere immagazzinata nel cervello insieme alle emozioni, alle sensazioni corporee e ai pensieri di quel momento.

Questo può portare a rivivere, anche a distanza di anni, emozioni simili a quelle provate allora.

Non esistono solo i grandi traumi

Quando si parla di trauma si pensa spesso a eventi molto gravi, come incidenti, lutti improvvisi o esperienze di violenza.

In realtà esistono anche esperienze più quotidiane che, in alcuni momenti della vita, possono avere un forte impatto emotivo: umiliazioni, rifiuti, situazioni di forte stress, periodi di grande solitudine o senso di inadeguatezza.

Ciò che rende un’esperienza traumatica non è solo l’evento in sé, ma il modo in cui viene vissuta e integrata dalla persona.

Come funziona l’EMDR

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, che significa desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.

Durante le sedute, il terapeuta guida la persona nel richiamare alcuni aspetti dell’esperienza difficile mentre vengono utilizzate forme di stimolazione bilaterale, come movimenti oculari o stimolazioni alternate.

Questa procedura facilita il naturale processo di elaborazione del cervello, permettendo alle memorie traumatiche di essere integrate in modo più adattivo.

Con il tempo il ricordo dell’evento rimane, ma perde la sua carica emotiva disturbante.

Cosa cambia dopo l’elaborazione

Quando un’esperienza viene rielaborata, spesso cambia il modo in cui la persona si percepisce e interpreta ciò che è accaduto.

Pensieri come:

“Non sono abbastanza.”
“È stata colpa mia.”
“Non ce la farò.”

possono lasciare spazio a una visione più realistica e compassionevole verso se stessi.

Molte persone riferiscono anche una riduzione dei sintomi legati a quelle esperienze, come ansia, iperattivazione, evitamento o senso di blocco.

Quando può essere utile

L’EMDR è utilizzato nel trattamento di diverse difficoltà psicologiche, tra cui:

  • esperienze traumatiche
  • ansia e attacchi di panico
  • blocchi emotivi
  • difficoltà legate all’autostima
  • eventi di vita particolarmente stressanti

All’interno di un percorso psicoterapeutico può rappresentare uno strumento efficace per lavorare su esperienze del passato che continuano a influenzare il presente.

Un percorso di elaborazione e integrazione

La psicoterapia non cancella ciò che è accaduto nella nostra vita. Ci permette però di rielaborarlo, di comprenderlo e di integrarlo in modo diverso.

Quando alcune esperienze smettono di esercitare la loro influenza sul presente, diventa possibile muoversi nella propria vita con maggiore libertà e con una percezione più stabile delle proprie risorse.